ll futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni. (Eleanor Roosevelt)

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mercoledì 24 ottobre 2007

Immagini che fanno vacillare l'anima

Mettendo in ordine l'archivio del mio computer ho ritrovato questa poesia. La metto qua sotto, parla di nostalgia dell'infanzia e della precarietà del mondo. Il mio mondo in particolare. Bè non so se è gran cosa a livello stilistico, ma è qui sotto e ferma il tavolo per il resto vedete voi.


Mi accorgo ora d’aver perso una poesia
Insomma un foglio con scritti sopra dei versi
Delle parole che raccontano una storia, dei visi e delle voci.
In questo caso si parlava di morte e di sorpresa
Di come la morte ti prenda all’improvviso
Soprattutto quella degli altri perché la propria
Io credo si avverta almeno un attimo prima .
Almeno un attimo prima che un treno ti travolge
Te ne accorgi
Prima che la carne si sbrindelli su tutti i binari
Te ne accorgi
Prima che la testa si stacchi e schiocchi via il cervello
Te ne devi accorgere
un attimo prima per contestare il destino
o per urlare forte contro il treno
o magari pensare l’ultimo pensiero
Se decidessi di suicidarmi sul biglietto accanto alla finestra scriverei:
grazie, mi sono molto divertita.

Mi accorgo ora d’aver perso una poesia
Come d’aver perso tanti visi che prima tenevo stretti
Dove li ho messi? Li ho persi.
E Poi, ho perso mani che mi salutavano e ora non mi salutano più
e poi, sorrisi che sono diventati bronci
e poi, voci che non saprei più distinguere
e poi, l’odore del castagno intagliato,
un bastone e un flauto che non ha mai suonato ma l’avevo fatto io con il coltello di mio nonno
1988 una data su un albero, andavamo in giro per i boschi attorno a casa
con mia sorella che gattonava appena
e intagliavamo i tronchi con le date, con le scritte…
“Quando sarò morto, piccola, ti ricorderai di me, di questi giorni, del bosco, delle tue radici”
e io scrivevo su quei castagni e sulle querce
“ Scrivi sulle querce, piccola, che i castagni non durano, sono buoni per il fuoco”
Data, pensiero, il nome mio, del nonno e della sorellina sul passeggino,
scrivevo

Mi accorgo ora di aver perso una poesia
e visi
e voci
e quegli alberi tutti scritti sono tutti stati tagliati,
non c’è quasi più il mio bosco
non c’è quasi più il mio mondo.

5 commenti:

Carlo ha detto...

Già, mi era piaciuta tantissimo fin da subito questa tua poesia, e i versi finali li avevo messi in epigrafe a una mia, che sta qui. Facciamo un po’ di comunicazione, di scambio, a livello di poesia. Oggi è piovuto tutto il giorno; sono stato tutto il giorno a lavorare, o meglio a provarci, combinando pochissimo. Ti ho anche spedito un libro, e infilato dentro il libro un quadernetto: speriamo che stavolta le Poste funzionino a dovere. Mi sento vagamente smarrito. La vita e l’amore sono tante cose intersecate. Il mio tavolo e il mio pavimento sono proprio incasinati. Se metto qualcosa sotto una gamba, non tocca più bene l’altra; se lo fermo da una parte, traballa dall’altra. Ma forse è meglio che il tavolo traballi, se no smetteremmo di cercare, di cercare ancora e ancora. E chi smette di cercare smette un po’ di vivere. Anche se a volte è dura tutta questa fluttuazione. Non lo so. Oggi mi sento molto solo. Hai invitato chi passa di qui a raccontare le sue piccole storie. Posso raccontarti che, se ogni quadro, ogni disegno è fatto di pieni e di vuoti e i pieni e i vuoti sono necessari insieme (altrimenti sarebbe un foglio tutto bianco, o tutto nero), tuttavia in questi giorni nel mio quadro predominano i vuoti. Da ragazzo ero timido e chiuso, la vita più che viverla davvero la osservavo, la guardavo scorrere, come dalla riva si guarda un fiume. Poi ho imparato a tuffarmi, a vivere intensamente, a fare le cose, a congiungermi con le altre persone, ad amare. Ed è stato molto bello. Ma adesso mi sta riprendendo la sensazione di essere seduto in disparte a guardare. In disparte e nascosto, che nessuno si volta verso di me. Mi sento vulnerabile: mi sono accorto per esempio di quanto mi manchi Claudia, di come per un anno molte mie giornate siano state salvate da una sua telefonata, da un suo vieni a cena da me stasera?, da un suo abbraccio o da una cascata di confidenze. E adesso è come scomparsa, e io mi sento anche stupido, perché era normale che non potesse durare (anche se il suo silenzio improvviso mi sembra un po’ da stronza - vedi che non faccio sempre il poeta gentile). La vicinanza è un meraviglioso rischio, anche quando non si è la classica «coppia»: ogni forma d’amore e d’amicizia è un rischio. Ma è un rischio che vale rischiare, e lo rifarei, sempre. E intanto ho lasciato vagare l’amore sulla scia di una donna che nel cuore ha un altro, primo e unico: ma potevo scegliere? Oh, c’è chi dice di sì, ci sono tanti saggi adulti che dicono di sì, che certo l’amore è l’amore ma i sentimenti un po’ si pilotano anche, sì, con un certo realismo si guidano verso strade possibili, ragionevoli. Chi lo sa. Forse. Sarà giusto come dicono loro. Forse. A me non è mai riuscito tanto. C’è una gran donna veneziana con cui mi trovo bene, c’è anche una ragazza vicentina con cui, quando si può, ci diamo dei bei baci. Potrei anche non lamentarmi, eh? C’è chi è messo ben peggio. Ma ho questo tavolo che se lo sistemo di qua traballa di là, e vado avanti a girare, muovere, spostare, cercare. Ma basta con le lagne: domani è un altro giorno. E io sono qui, abbastanza concentrato e teso, benché un po’ sbacalito. Sono gli altri che passano distratti, ciondolando per i fatti loro. Ma avranno le loro ragioni, e le mie sono soltanto impressioni. Che ho voluto raccontare qui. Se non vanno bene sotto la gamba del tavolo, mettile sotto la porta, a chiudere qualche spiffero adesso che viene il freddo. Un piccolo bacio, ciao.

Chiara Borghi ha detto...

Mi dispiace...guarda che non mi sembra tu sia solo. Hai amici che ti vogliono bene (basti guardare la tua fitta corrispondenza). Magari è solo una giornata di pioggia, vedrai che domani spunterà il sole.
Buona serata

Carlo ha detto...

Certo che rispunta il sole. Le giornate sono diverse, il sole si alterna alla pioggia e tutto va. Anche il dolore bisogna attraversarlo, sperando in altro bene dopo la traversata. Ciao!

Velia ha detto...

ciao sono arrivata al tuo blog passando per dove dice della presemtazione del tuo libro sul blog di carlo, solo per dirti che questa poesia mi piace, mi riconosco, anche io direi "grazie mi sono molto diverita", ma gli alberi ricrescono, un abbraccio ciao!!

Chiara Borghi ha detto...

Ciao Velia, grazie per i complimenti. Spero verrai alla presentazione de Il tempo è scaduto, se non sei troppo distante chiaramente...