Riporto un estratto dell’articolo di ADN Cronos
Terremoti e fracking: potrebbe esserci un collegamento tra sisma e attività di trivellazione, e se è vero che non è detto che ogni pozzo porta con sè un terremoto, si tratta di una possibilità da non escludere a priori, come dimostra la letteratura scientifica internazionale che in Italia, però, manca. Lo spiega all'Adnkronos Maria Rita D'Orsogna, ricercatrice della California State University che da anni segue, tra gli Usa e l'Italia, la questione delle trivellazioni cercando di diffondere il più possibile le ricerche condotte all'estero sul tema.
"Si tratta di evidenze scientifiche, fatti studiati in tutto il mondo come dimostra l'articolo pubblicato recentemente da 'Scientific American' per il quale i terremoti possono essere causati da fracking e trivellazioni di petrolio e gas", spiega la ricercatrice, citando una serie di casi eclatanti, accertati in tutto il mondo, dall'ex Unione Sovietica alla California, dove negli anni '80 a Coalinga, le attività petrolifere sono state collegate a movimenti tellurici attorno al sesto grado della scala Richter.
Negli Usa ci sono state diverse regioni colpite da sciami sismici in zone in cui si fa fracking (Arkansas, Ohio, Oklahoma, Texas) e così pure in Inghilterra, a Blackpool.
Senza contare i pericoli di contaminazione della falda freatica nelle stesse zone. Il Texas sembra lontano e di solito ciò che è oltre oceano fa poca paura alle nostre piccole coscienze ma bisogna stare attenti perché dopo la bufala dell’apertura di uno stabilimento per l’estrazione del petrolio a Pianpaludo, una località ligure all’interno del parco nazionale del Beigua pare che le maggiori università italiane stiamo compiendo studi per installare uno stabilimento nei territori dell’ Irpinia. La promessa, se ciò dovesse avvenire sarà naturalmente sempre e solo nuovi posti di lavoro, ripresa economica e minimi danni ambientali.
Il problema dell’eco sostenibilità spesso è a monte. Non serve costruire un impianto per la trivellazione del petrolio che espone a notevoli rischi ambientali perché non in realtà il petrolio non serve più. O almeno non serve estrarne più di quanto già si faccia. Avete paura di un mondo al buio e senza energia? Studi ormai trentennali e esperimenti ben riusciti dimostrano come le energie alternative siano in grado di supplire alla costante ricerca di energia del mondo moderno. In più energia pulita cioè senza rischi di avvelenamento dell’ambiente. Perché, è chiaro che avvelenare la terra vuol dire avvelenarci. Per vivere in maniera ecosostenibile non basta cercare di fare la raccolta differenziata dei rifiuti e comprare la verdura bio al supermercato ma bisogna individuare i bisogni e le alternative per appagarli senza distruggere il pianeta. Anche perché senza terra in quale pianeta andiamo a vivere?
