ll futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni. (Eleanor Roosevelt)

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sabato 12 gennaio 2008

Qui piove, più in là nevica

Siamo nel pieno dell'inverno, qui piove, più in la, a circa due chilometri nevica. Vedo le maccchine che arrivano da là ricoperte di neve. Stasera darò una festa per far fuori gli avanzi di Capodanno. E continua a piovere, che noia!

Perchè piove sempre il week-end?
Io credo che ci sia qualcosa di mistico in questo
o almeno una componente di sfortuna
vero è che ti incasina la vita
e se devi fare festa, sarai bagnata.

Ormai ci sto uscendo di testa con gli acrostici. Mi piacerebbe scrivere un romanzo in acrostico, una lunga storia con dentro un'altra. magari potrei provare, per vedere se è possibile. Ora vi lascio e vado a fare una torta di riso per stasera.

11 commenti:

Anonimo ha detto...

Anche qui piove, e un pò più in alto nevica.
E le macchine che passano portano solo fango.
Però dai, si può trovare un pò di sole in ogni week end, e un buco di sereno in ogni nuvola.
Ciao! R.

Carlo Molinaro ha detto...

A Trieste tira vento!

Carlo Molinaro ha detto...

E com'è andata la festa con gli avanzi di Capodanno?

Chiara Borghi ha detto...

la festa è andata bene, grazie.

Marina ha detto...

però se sono solo un giochino così, gli acrostici...non perderti in quello, puoi fare cose più belle no?...mi piacciono le cose che racconti!

Carlo Molinaro ha detto...

Sì, lo penso anch'io, secondo me non dovresti perderti in giochetti. Questo qui sulla pioggia non dice granché. Tu obietterai che appunto è solo un gioco, Chiara, e non deve dire granché. Ma le cose importanti premono nel profondo, e la felicità è (anche) sciogliere quei nodi. Tu non sei fatta per cincischiare giocherellando. Tu sei molto di più, e lo sai. Che non significa, intendiamoci, non giocare. Anzi, giocare è bello. Ma con la limpida serietà dei bambini. "Dove abbiamo nascosto quelle facce? Mostrami l’armadio o il buco dove le hai sepolte. Dove hai dimenticato i tuoi vestiti migliori, gli abiti della festa?" Io non so dove, ma so che lo sai tu. Ti ci accompagnerei, lasciandomi guidare.

Chiara Borghi ha detto...

Sì. Ho notato nell'ultima lettera che mi hai mandato, da Trieste, che hi segnato i nomi sulle biglie al fondo della pagina. Le coppie hnno nomi su biglie vicine tranne io e claudio e guarda un po' il tuo nome è sulla biglia prossima alla mia. Come se tu fossi in agguato, per dire, tra me e Claudio. Io non credo che sia così e che le biglie mie e di Claudio dovrebbero star vicine.
Sto andando avanti con il nuovo racconto, non sto giocando

Carlo Molinaro ha detto...

In realtà le biglie stampate su quella curiosa carta da lettere sono all'incirca equidistanti. Non posso andare a riguardarmele perché era l'ultimo foglio che avevo. L'avevo comprata su una bancarella in un mercatino. Ma mi pare fossero sette biglie, dispari, quindi con una necessaria asimmetria - non si potevano mettere tutte coppie. Va bene, mi sono messo vicino a te a livello di biglia (detto così fa ridere). Una cosa che si poteva anche non notare. Ma tu l'hai notata. Di tutta una lettera, hai notato quello. Chiara, né io né nessun altro può stare in agguato fra te e Claudio. Non c'è mai nulla di esterno che possa turbare una coppia, credimi. Se c'è qualcosa in agguato, al massimo è dentro di te (o dentro di lui, ma di lui non so, praticamente non lo conosco).
Poi lo so che stai andando avanti con il tuo racconto, e io leggo le parti che mi mandi, e te ne dirò qualcosa. Con calma, perché voglio farlo bene e adesso sono pieno di lavoro e di tante cose in testa...
Poi non ti sembra strano rispondere a una mia cartacea, privata e personale lettera (o, insomma, alle biglie di una mia lettera!) qui nel blog? A parti invertite, diverse persone mi avrebbero detto che ero indiscreto. Io invece non ti dico nulla, perché secondo me ognuno si esprime come e dove vuole. Certo ero contento quando mi scrivevi più frequentemente lettere di carta.
A volte vedo in te un misto di ingenuità e malizia (che "purtroppo" mi affascina abbastanza), non capisco se certe cose le fai distrattamente o studiatamente, se cioè, per esempio, tu adesso mi abbia risposto alla lettera sul blog perché eri lì al computer e ti veniva comodo e via, o per lo scopo più preciso di far sapere le cose anche ad altri.
Vedi, io sul mio blog ho messo poesie per te, certo; ho anche letto poesie per te in diverse occasioni, in tua presenza e in tua assenza (a Trieste no, ho letto poesie d'altro tipo). Questo magari già è un po' indiscreto. Ma sono poesie.
Vorrei (e lo scrivo qui e non ha senso, ma seguo te) parlare con te a lungo, di persona, in un posto, solo noi, tranquilli, senza remore. E non sarebbe un agguato, tranne, in un certo senso, se tu lo volessi. Ognuno fa ciò che desidera fare e ciò che gli è concesso di fare. Niente agguati. Non sono un leone (tranne che come zodiaco) e tu non sei una gazzella timidetta vergine (tranne che come zodiaco, anche tu). Siamo due persone adulte (vabbè, io un tantinello di più) che in questo momento su un determinato tema (chiamiamolo così) non desiderano la stessa cosa. Ma non so perché lo sto scrivendo qui. Per risponderti, forse. A volte sei peggio di me! E ce ne vuole... A questo punto, allora, beccati un bacio - tanto i baci scritti sono sempre accettabili, non è specificato se sono quelli sulla guancia della zia o... di un altro tipo. Leggo il tuo racconto, faccio le cose che vuoi da me. Ma, senza agguati, vederti un po' di più sarebbe bello. E questo non ho remore a scriverlo ovunque. Ciao Chiara!

Chiara Borghi ha detto...

non volevo condividere niente, mi sembriava il modo più veloce per risponderti.
Ciao

Carlo Molinaro ha detto...

Così veloce... Già. Una mail però è altrettanto veloce. A volte vorrei che tu fossi meno veloce. Che ti soffermassi un po' con me almeno con il pensiero, o con una penna.

Carlo Molinaro ha detto...

Comunque, tornando all'acrostico, non è che voglio criticare i giochini. Ne ho fatti anch'io tanti. oltre all'acrostico, esiste l'anagramma, che è divertente. Nel 2005 conobbi una ragazza e scrissi questa poesiuola-gioco in cui tutti i versi sono anagrammi del suo nome e cognome. Il titolo invece è anagramma del mio nome e cognome! Ci ho provato anche con te, ma tu sei difficile. Ehm, cioè, volevo dire, è difficile fare anagrammi del tuo nome e cognome perché ci sono due h e le h sono difficili da sistemare negli anagrammi! Però sì, giocare a volte è bello. Un bacio.


LA RIMA CON L’ORO

Dici arancia blu:
curi baci di lana
a lucidar bacini,
ad acini lubrica.
Cadi, urla in baci!

Bruci ali da cani
dai carnali cubi:
i bracciali, nuda,
nuda lì, baciarci.
Cari baci di luna!