ll futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni. (Eleanor Roosevelt)

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giovedì 17 luglio 2008

Completamente

paolo Fox l'aveva detto alla televisione una domenica mattina di un mese fa: Voi, nati sotto il segno della vergine, avrete un estate piena di offerte lavorative interessanti.
Io non credo agli oroscopi, se capita li ascolto e se dicono cose positive sono contenta per dieci minuti, poi passa. Se sono previsioni negative ignoro.
Dall'inizio di Luglio il mio telefono squilla continuamente e sono tutte proposte di lavoro. Alcune surreali: un'agenzia di Milano mi voleva per selezionare il personale. Lavoro atroce, a mio avviso.
Ad ogni modo ogni volta che devo rifiutare (perchè non riesco a sdoppiarmi, purtroppo) mi sento in colpa. Un pochino, per tutti quei mesi dove nessuno mi voleva e i miei curricula viaggiavano per posta, fax e internet ma per me e le mie qualifiche non c'era posto.
E' solo colpa delle stelle, confidando nell'astrologia, o davvero sono diventata indipensabile?
Mi hanno persino scelto come attrice per uno sceneggiato televisivo per cui mesi fa (quando ero assolutamente disoccupata) avevo partecipato...e, cavoli, ho dovuto rinunciare per un impegno preso una settimana prima!
Uffa! La precarietà o ti riempe la vita o te la svuota. Per Tutte e due le cose vale l'avverbio completamente

14 commenti:

Carlo Molinaro ha detto...

Completamente, mai! Siamo esseri un po' infiniti, nel nostro piccolo, resta sempre dello spazio, no? Peccato che tu abbia dovuto rifiutare la parte di attrice, sembrava il più divertente dei vari lavori. Ma quali sono i lavori che in effetti fai in questo periodo estivo? Quanto agli oroscopi, no, non ci credo... Anche perché quasi tutti quelli che ho letto dicono che Leone e Vergine vanno splendidamente insieme in amore, ma invece non è vero. Non sempre, almeno! ;-) Buona giornata!

ML ha detto...

succede anche a me, un mese un sacco da fare e un mese niente, bisogna prenderla con filosofia... meglio prenderla con filosofia che prenderla nel culo... ciao, buona estate! marina

Chiara Borghi ha detto...

Ah Marina, su questo hai piena ragione! Buona estate anche a te!

Carlo Molinaro ha detto...

È anche meglio che suicidarsi in un albergo in piazza Carlo Felice, come ha fatto Cesare Pavese. Io che mi chiamo Carlo Felice (Felice è il mio secondo nome, era il nome del mio nonno emigrato in Argentina e morto di silicosi presa lavorando in vetreria) dovrei suicidarmi in un albergo in piazza Cesare Pavese. Ma non penso di fare ciò. Che ci siano bei giorni per tutti... Ciao Chiara, un abbraccio.

StM ha detto...

Hanno i loro tempi, Carachiara :)

E' il motivo per cui bisogna cominciare a cercare lavoro quando ancora ne hai un altro, o stai studiando. A me era successo (un periodo in cui pensavo di trasferirmi e quindi cambiare lavoro) che compilando il cv su monster avessero cominciato a contattarmi dopo 2 giorni... però prima che arrivassero proposte interessanti di tempo ne è passato anzichenò.

La selezione del personale è un lavoro sicuramente impegnativo; devi capire quali sono le esigenze della tua azienda, anche se magari non hai la minima idea dei dettagli tecnici, devi giudicare una persona in base a un singolo colloquio (o pochi di più), ti senti la responsabilità addosso quando qualcosa va male. Se poi hai anche la responsabilità (magari solo formale) di *licenziare*, be', è brutta.

giulia ha detto...

@ Carlo Molinaro. Mi rinfranca sapere che non lo farai in piazza Carlo Felice ma mi chiedevo ... hai intenzione di farlo altrove? ;)

@ Chiara. In bocca al lupo per i lavori.

Carlo Molinaro ha detto...

Per Stm:
Mi domando se tutto ciò sia inesorabile o se sia una contingenza storica modificabile. Il capitalismo ha scardinato i codici tradizionali ma vi ha sostituito un controllo contabile aziendale della vita umana: un caos apparente imprigionato da meccanismi inesorabili ma «non scritti», e quindi non modificabili democraticamente (né d’autorità). Un potere proteiforme che si nutre d’anarchia: per questo Deleuze associa al capitalismo la schizofrenia (vedi, sono a buon punto con l’Anti-Edipo, Chiara! ma a te come ha cambiato la vita quel libro, se te l’ha cambiata, come dicevi a Erli?).
Vedi, a 55 anni mi ritrovo da 5 anni precario (dopo 27 anni di lavoro dipendente): è dura ma, tutto sommato, preferisco così: non so se riuscirei più a sopportare il giogo di un cartellino da timbrare, dover compilare un modulo in triplice copia per chiedere, come un bambinetto all’asilo, il permesso di uscire dall’ufficio «fuori orario»: la mia libertà venduta, o almeno affittata, a un’azienda. No, preferisco arrabattarmi da precario. Pochi soldi ma più felicità.
Lo so, per me è relativamente facile perché le cose fondamentali che richiedono stabilità economica le ho già fatte (tendenzialmente, due figli ben cresciuti e ormai grandi: altro no, forse no – abito in affitto, ho una vecchia Panda usata, non vado in grandi vacanze e chi se ne frega – ma i due figli sì) e quindi devo pensare solo a me stesso, a sopravvivere materialmente (mentre vivo intensamente nella vita interiore, nel pensiero, nei sentimenti e nelle passioni: ed è lì che conta vivere e non sopravvivere, mentre materialmente va benissimo sopravvivere, si resta meno embedded: una bella vita materialmente stabile non è anche una brutta schiavitù?).
Darei tutte le cose e le case del mondo per un bacio: chi mi conosce sa che non è una boutade, lo farei veramente e in fondo l’ho già fatto: per un po’ di baci ho rinunciato a una casa e a una famiglia regolare – e lo rifarei mille volte.
Ma capisco la difficoltà per i giovani. Spero che riescano a essere rivoluzionari, a fregarsene, a fare quello che vogliono e non quello che è richiesto dalla società. A non farsi mettere l’anello al naso, il giogo sulle spalle, il marchio o il distintivo sulla pelle. È molto dura, ma non impossibile.
La selezione del personale è uno di quei quindici o venti mestieri che non farei mai (fra gli altri ci sono il giudice e l’avvocato, il pilota d’aereo – mai salito su un aereo, ho paurissima! – e il poliziotto, l’assicuratore e l’agente immobiliare, il gestore di agenzia interinale – piuttosto il magnaccia, con percentuali oneste il magnaccia lo farei – e il controllore di biglietti sull’autobus, il bagnino – so a malapena nuotare – e il paracadutista, e qualcuno ancora via via così).
Mi dirai che sono mestieri nobili e necessari: va bene, va bene, ho solo detto che non fanno per me, mica è un discorso universale, è un discorso personale mio.
Sì, il capitalismo si nutre delle sue stesse contraddizioni, peggio funziona e più s’impone, è riuscito a innescare un circolo vizioso forse mai visto prima nella storia, a porsi dittatorialmente come unica «non dittatura», e dunque sembra invincibile. Si vedrà. Tutto passa.
Auguri, ragazzi.

Per Chiara:
In bocca al lupo per ogni lavoro, ma davvero non lasciarti mangiare. Mai.

Per Giulia:
Bah, no, al momento non ho intenzione di suicidarmi. Messe tutte le cose insieme, la vita è bella. Ciao!

StM ha detto...

Carlo, non saprei davvero rispondere alla tua domanda. Alle volte mi dico che il capitalismo è saturo ed è stato sostituito da qualcos'altro, altre volte mi pare che si cerchi di tornare indietro di 150 anni. Sostanzialmente credo che l'occidente collasserà sotto nuovi "regimi col sorriso" perché disabituato ad apprezzare ciò che realmente ha (quanto a democrazia e conquiste sindacali) e blandito da ciò che crede di avere (un benessere sempre più etereo). Il precariato servirà a girare il manico del coltello dalla parte del potere, ma il potere avrà bisogno di un popolo che si creda felice e perciò non affonderà la lama.

Questo nel caso migliore. Nel caso peggiore, non inverosimile, il potere si rivelerà incapace e farà un macello. A questo punto speriamo in un bel reset nucleare, yeah :]

(in ogni caso, sempre più vicini a fotografare finalmente dal vivo una distopia)

(ok, ok, non sono davvero così pessimista; ma mi piace esserlo per poter dire "ehi, l'avevo anche detto", sulle macerie fumanti delle nostre capitali; succedesse xD)

Carlo Molinaro ha detto...

Neanch'io sono "troppo" pessimista, Stm. L'umanità va avanti fra progressi e macelli da tante migliaia di anni. E c'è sempre stato chi ha cercato di guardare la realtà a tutto campo, con il "proprio" sguardo, e chi ha preferito adattarsi allo sguardo del potere.

Ma come fanno le persone a non accorgersi che nessuna delle cose che danno felicità vera (magari breve ma vera) è comprabile con denaro?
Magari esistono baci dati per soldi, ma non sono veri baci, sono pallide parodie.

Chi vivrà vedrà. Ciao!

Linda ha detto...

di sicuro esistono i baci dati per soldi o per interesse, carlo, sei un ingenuo....le ragazze che li danno sono molte di piu' di quello che credi....l'amore vero e' raro, bravo se l'hai trovato qualchevolta!....per chiara:saremo precarie per sempre!!!!!!!

Chiara Borghi ha detto...

x stm: si, il problema credo sia il consumismo piu che il capitalismo e il liberismo. E' il consumismo, la frenesia di comprare per avere opure non-essere se non si ha un tot di cose. Questo non da scampo alla gente.
Per Molinaro: è facile darsi del "precario" con 20 anni o più di contributi versati, la liquidazione, i figli già fatti e mantenuti con lo stipendio fisso. Molto semplice fare i "giovani precari" sul viale del tramonto.
Per Linda: Benvenuta, no non rimarremmo precari per sempre. Sicuramente un giorno moriremo e quello deve essere a tempo indeterminato. Per forza

Carlo Molinaro ha detto...

Sul viale del tramonto, eh? Gentile... Ma, se non schiatto prima, sarà un tramonto lungo, dato che con le attuali politiche pensionistiche mi manca almeno una decina di anni alla pensione, decina di anni durante i quali i contributi devo continuare a versarli di persona. E a mangiare e vestirmi e pagare l'affitto, e l'università a mio figlio, magari. Cosa sia comodo o no non si può dire. C'è chi si dispera più facilmente a essere precario dopo una certa età... Meglio non giudicare queste cose, signorina Borghi: e poi comunque non mi pare di essermi lamentato. La vita è bella in sé. Cielo mare amore baci e fantasia, e fanculo il mondo del lavoro tutto quanto, l'economia e le strutture e il capitalismo eccetera.

Chiara Borghi ha detto...

Caro carlo,
tu non sei un precario, sei un libero professionista. E'diverso.

Carlo Molinaro ha detto...

"Sarebbe" diverso. Ma sai quanta precarietà in Italia è mascherata da una partita IVA? Accetto da case editrici i lavori che mi danno, quando me li danno, al prezzo che decidono loro. A me non sembra tanto da professionista. Comunque, si vive. E tanto basta. Baci!