ll futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni. (Eleanor Roosevelt)

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giovedì 13 dicembre 2007

Donne in cammino verso il mondo

Ieri sera sono stata ad una riunione organizzata dalle donne di rifondazione comunista. Abbiamo parlato della posizione delle donne all'interno del partito e abbiamo divagato: si è parlato di violenza sulle donne, donne e politica, donne e filosofia. Mentre ascoltavo le compagne pensavo a quanto fosse "secondario" il ruolo delle donne nei diversi ambiti del mondo. Ruolo di margine da sempre. Eppure senza donne gli uomini non nascerebbero neppure. Divagando nei miei discorsi mentali mi è venuta in mente una ragazza afgana con cui ho scambiato qualche parola nella biblioteca di Alessandria durante un viaggio in Egitto nell'agosto del 2004. Fu un brevissimo scambio di idee, mi fece una domanda ed io risposi ma credo sia stato uno dei dialoghi più significativi della mia vita. Tornata a casa scrissi una poesia, su di lei, su di me, sulle donne.
Questa:

Burqa

Come fai a guardare il mondo da dietro quel velo
donna?
credo sia sempre nero
il cielo
da dietro il velo
donna.
non si respira con quel coso addosso
che non ci sono parole a descriverlo degnamente
non si può.
una ragazza alla biblioteca di Alessandria mi tocca i capelli
la guardo e mi impaccia perché non posso vederla
ha il Burqa
la lascio fare
le chiedo se è libera o obbligata
lei alza il drappo, mi punta gli occhi addosso, neri
e risponde:
Sono afgana

7 commenti:

Carlo Molinaro ha detto...

Siamo tutti un po’ liberi e un po’ obbligati
quando siamo troppo obbligati
vogliamo essere liberi
ma quando siamo troppo liberi
vogliamo essere obbligati.

Però le donne nel mondo
sono meno libere degli uomini
(qui da noi va ancora
relativamente bene, ma in certi paesi
la situazione è terribile)
perché, credo, la libertà della donna
fa paura
fa paura all’uomo
spesso fa paura anche alla donna.

Una società di donne libere
è una società veramente libera:
la democrazia in tutto il mondo
è direttamente proporzionale
alla libertà della donna
di essere come le pare
madre o non madre
sposata o non sposata
con un uomo o con cento o con nessuno
vestita o nuda
lavoratrice o contemplatrice
poetessa o musa
forza del mondo
o riposo.

Siamo tutti un po’ liberi e un po’ obbligati
un po’ afgani
e un po’ anarchici
dipende da quanto vogliamo lottare
e per che cosa.

Sono contento che hai partecipato
alla riunione di donne comuniste
domenica potresti venire
alla festa di quella mia amica
ci saranno donne comuniste
o non comuniste
credo che sarebbe bello
è un ambiente bello e libero
puoi venire
non sei obbligata sei libera
di venire se vuoi.

Marina ha detto...

bella poesia, chiara, bella anche la risposta in... poesia di carlo!...per me le donne in tanti paesi del mondo sono schiacciate,però da noi per me se una vuole può farsi la sua vita come vuole....ciao buon sabato!!!

Chiara Borghi ha detto...

Per Carlo: nell'ultima "strofa" del tuo messaggio con nquell'incipit: sono contento che tu abbia partecipato - già affermi la mia non libertà in quanto donna, come se approvassi il mio comportamento, come se fossi padrone. Non l'hai fatto apposta, sei un maschio in una società dove i maschi comandano, dicono alle donne come comportarsi e sono contenti quando queste eseguono

Carlo Molinaro ha detto...

No, mi sembra un’interpretazione esagerata la tua. Sono contento perché credo che tu sia contenta di aver partecipato, sono contento se fai delle cose che penso ti faccia piacere fare, insomma sono contento se tu sei contenta. Il senso era quello, semplicemente. Se mi dici: “Ho passato una serata in allegria con gli amici”, io posso scriverti: “Sono contento che tu abbia passato una serata in allegria”, e non ci vedo nessuna limitazione della tua libertà. A parte il fatto che anche un’approvazione non è una limitazione della libertà – in questo caso comunque non di approvazione si tratta ma di condivisione. E poi era un po’ una premessa all’invito alla festa di Malvina! Non cercare sempre le interpretazioni peggiori, io sono contento se tu sei contenta, se vai alla riunione delle donne comuniste, se hai una soddisfazione a scuola, se fai un viaggio che ti va di fare, se stai bene con il tuo ragazzo (vabbè, su questa cosa qui faccio un po’ più di fatica, detto come battuta! :-)), se fai un bel sogno, se ti svegli un mattino allegra, se vedi cose che ti fanno brillare gli occhi, se... Insomma, ci siamo capiti. È naturale quando ci si vuole bene, non è una limitazione della libertà. Credo di essere uno degli uomini al mondo che meno limitano la libertà di una donna! Sono tornato adesso dalla festa di Malvina, è stata una bella festa, tu saresti stata la più giovane ma credo che ti saresti trovata a tuo agio. Si è mangiato, bevuto e chiacchierato, una cosa semplice. Ecco, potrei dire: “Sarei stato contento se tu ci fossi stata”, e anche questo è solo un voler bene, un volerti vedere, non c’è nessuna limitazione della libertà. Se nella tua vita c’è qualcosa o qualcuno che ti limita la libertà, Chiara, non sono io. Sono contento per te e di te, e magari ti invito a delle cose, pur sapendo che difficilmente ci puoi venire (per esempio il poetry slam di cui parlo nel messaggio 193 del mio blog: vuoi venire a sentirci? siamo un bel gruppo di sciamannati!), mi piace parlare con te, stare con te se possibile... Tutto molto naturale, e dove c’è limitazione di libertà? Ciao!

Marina ha detto...

Un pò l'uomo è sempre abituato a voler dominare, però per me tocca alla donna non farsi dominare... combattivi voi due, chiara&carlo, sareste una bella coppia!!!!per me nessuno dei due riuscirebbe a dominare l'altro, fareste pari e patta!!!una coppia in equilibrio...

Chiara Borghi ha detto...

caro carlo,
dalla forma mi suonava come "concessione". Va bene, è stato un equivoco.

Cara Marina,
cerchiamo di non tendere ulteriormente archi già in tiro.
Grazie

Carlo Molinaro ha detto...

Sì, Chiara, non era una concessione. Come potrei fare io a te una concessione? - Per quel che hai risposto a Marina: gli archi... gli archi sono fatti per essere tesi, li costruiscono per quello, ma la questione è poi verso dove si tira la freccia. La freccia. Mah. Forse ho scritto una cazzata ma mi è venuta, alla fine ne scrivono in tanti, di cazzate, posso farlo anch'io. Ciao.