ll futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni. (Eleanor Roosevelt)

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domenica 28 febbraio 2010

Pensando sull'onda anomala

Gli esperti dicono che s'è mossa la zolla dove s'appoggia l'Oceano Pacifico, la crosta terrestre è fatta a zolle daltr(onde) il mare dopo questo movimento non poteva che alzarsi e l'onda abbattersi sulle coste dell'America Centrale e visto che è nella natura dell'onda innescare una reazione a catena tipo la "ola" è naturale che l'onda anomala arrivasse fino al Giappone. Ed è chiaro che se si muove la zolla dove appoggia l'oceano ne risentono anche le zolle che intrinsecamente tremano per natura, se tremano tantissimo è terremoto.
La terra è così: poggia su una superficie liquida. Naviga sulla lava con una zattera. Ha un essere precario fondato sul disordine. E' in equilibrio su opposizione di forze. Ed è un ente finito.
Mi sono chiesta questo:

può essere che l'nfinito si fondi sul non essere e sia questa la ragione per cui l'nfinito non sia pensabile e quindi calcolabile? Infinito può coincidere con non essere? Se la risposta fosse affermativa anche la terra come pianeta sarebbe un ente finito in quanto pensabile e misurabile, per cui come ogni ente finito con una nascita, uno sviluppo e una morte. Così come tutto lo spazio e senza mettere in discussione le teorie di Einstein, come il tempo. Se tutto ciò fosse dimostrabile non ci sarebbe nessun dubbio sull'apocalisse che essendo anch'essa un ente finito sarebbe perfettamente calcolabile.
Se questa tesi diventasse scientifica non si avrebbe però nessun margine di speranza sull'esistenza di Dio.
Sul piano etico far coincidere l'infinito con il non essere può avere un effetto positivo su noi umani? Bisognerebbe rifondare ogni filosofia morale perchè ognuna comprende almeno uno spiraglio di infinito.
Può essere vero che per esserci come persone necessitiamo dell'infinito? O come antitesi possiamo avvalorare l'ipotesi che l'infinito ci pervade al tal punto da rendersi inconoscibile?

9 commenti:

Carlo Molinaro ha detto...

A me l'infinito sembra più un "essere". Lo spazio del possibile non ha confine, né fisico né mentale: ed ecco l'infinito. Il reale invece è finito, ma rappresenta solo una parte. E, peraltro, è assai ostico definire il "non essere".

Anonimo ha detto...

mah-.......pensare alle cose pratiche rende meno ciechi e stolti! la vita di tutti i giorni va oltre poesie, pensieri filosofici etc! concentrarsi su questoci porta nella direzione giusta.....quella che non ci fa perdere di vista le cose importanti!

Carlo Molinaro ha detto...

Boh, è un po' vero, ma è vero pure il contrario: concentrarsi sulla vita pratica quotidiana ci può trasformare in macchine. Le macchine forse non sono stolte, ma sono macchine. Ciao!

vetr ha detto...

per filosofare bisogna prima mangiare,diceva un mio prof!

Anonimo ha detto...

Una vita che non passo di qua! Ma questa pagina è ferma al 28 febbraio, giorno della "Chiamata di marzo" del mio paese... (si chiama l'arrivo della bella stagione).
Beh, è stata dura, anzi durissima, ma alla fine la primavera è tornata anche quest'anno.
Come va? Un saluto! ciao
Romina

Carlo Molinaro ha detto...

Mi spiace che il blog sia così bloccato... Comunque, ciao!

Anonimo ha detto...

Veramente... Io chiedevo a Chiara come sta. Poi, che il blog fosse fermo a febbraio non era un grande problema. Penso che ognuno gestisca un blog con la massima libertà di scriverci... e anche no se non ne ha voglia. Tu, Carlo, devi sempre metterci la pezza?
Romina

Chiara Borghi ha detto...

Chiara, nei limiti del possibile e secondo i parametri di felicità universali, sta abbastanza bene.
Grazie

Carlo Molinaro ha detto...

Pezze non ne metto... È solo che un po' mi affeziono. Alle persone. A volte pure ai blog. A volte.